Inaugurazione domenica 22 Ottobre – ore 11 (per invitati e giornalisti)

Apertura al pubblico dalle ore 16.

Dal 22 Ottobre 2017 al 22 Aprile 2018, aperto tutti i giorni, dalle 12 alle 24.

 

Con il supporto della Associazione Culturale (K)Now Arte
Organizzazione di Costanza Casali
Curatela e testo di Luca Beatrice

 

Ancora una volta il Relais San Maurizio, antico monastero del XVII secolo, luogo unico e magico dove la natura e l’uomo da sempre convivono in pace e armonia, si apre all’arte contemporanea. Dopo le installazioni di Roberto Barni, la pittura di Roberto Demarchi e la scultura di Massimo Ghiotti, tocca ora a Nicola Bolla presentare un’ampia scelta della propria poetica.

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Classe 1963, nato a Saluzzo e operativo a Torino, Bolla vanta ormai una carriera trentennale, ricca di riconoscimenti nazionali e internazionali ed ha conquistato grandi collezionisti come Calvin Klein in America, e Yoko Ono e George Michael a Londra. Nel 2007 espone a New York alla Sperone Westwater Gallery e nel 2009 partecipa al Padiglione Italia alla Biennale di Venezia: non sono che le tappe più significative di un percorso davvero rilevante.

E’ noto ai più come l’artista degli Swarovsky, i piccoli cristalli incastonati su strutture metalliche con cui realizza figure di animali e di oggetti “prelevati” dall’iconografia classica, riflettendo sul tema della Vanitas la cui doppia lettura – la vanità come espressione dell’essere vacuo e illusorio, oltre al senso desunto dall’Ecclesiaste “vanità, tutto è vanità”- crea un effetto straniante, tra splendore della lucentezza e invito alla riflessione.

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Aldilà di questo famoso ciclo di opere, Bolla prosegue nella ricerca a 360 gradi sulle diverse possibilità espressive dell’arte, tra scultura, pittura e installazione. Al Relais San Maurizio, ad esempio, ripropone alcuni lavori storici, realizzati oltre vent’anni fa, quali sculture in rame battuto a imitazione del reale che, in questo caso, rappresentano piante. Per Nicola la decontestualizzazione dell’oggetto continua a essere un tema fondamentale, che si esprime anche nei lavori non su carta ma con la carta, anzi le carte (da gioco) estratte da comuni mazzi seguendo una precisa scala cromatica e simbolica, che l’artista riassembla dapprima in figure di animali – con chiaro riferimento al gusto rococò della pittura settecentesca particolarmente diffusa in Piemonte – quindi in ipnotici mandala, che la tradizione religiosa buddista e induista intende come la rappresentazione simbolica del cosmo, realizzata con intrecci di fili su telaio o con polveri di vario colore sul suolo, dipinta su stoffa, affrescata sulle pareti del tempio.

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Bolla al contrario utilizza materiali poveri, o comunque esclusi dalla tradizione aulica, rimandando ancora una volta all’illusorietà della visione. Potremmo anche parlare di gigantesche iridi, ricordando cioè che nella vita quotidiana Bolla si dedica al lavoro di medico chirurgo oculista – due aspetti non in contraddizione ma, appunto, complementari.
In maniera più silente, quasi nascosta, Nicola Bolla lavora anche sulla pittura, che periodicamente affronta con piglio sperimentale. Tra le opere più recenti hanno destato curiosità gli interventi pittorici su supporti alquanto anomali, le copertine degli LP in vinile che misurano 30×30 centimetri e che già Andy Warhol definiva come la sua misura preferita perché gli consentiva un ampio grado di libertà creativa. Qui Bolla usa diverse tecniche e stili, dalla gestualità all’astrazione, da tracce di immagini realistiche a ritagli al modo del collage.

Per questa, che non possiamo considerare un’antologica ma comunque una mostra piuttosto completa sulle attuali linee di ricerca dell’artista piemontese, si è scelto di installare le opere per la gran parte nella Cappella del Monastero (“White Space”), in parte all’interno del Relais San Maurizio e altre ancora nel meraviglioso giardino circostante.

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In occasione di Square The Circle viene prodotto un catalogo con testo di Luca Beatrice, il curatore della mostra nonché il critico che maggiormente ne ha seguito il lavoro negli ultimi dieci anni.

La mostra è stata organizzata dall’avv. Costanza Casali, appassionata d’arte, con il supporto della Fondazione Gallo e dell’Associazione Culturale (K)Now ARTE della quale è Presidente.

Per ulteriori informazioni:

Avv. Costanza Casali
Presidente Associzione Culturale (K)Now Arte
393 9847815 costanza.casali@libero.it

Vittorio Bertini
Fondazione Gallo per la Cultura e la Valorizzazione del Territorio
331 2035686 v.bertini@fondazionegallo.org

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